L’autore

 

Paolo Sassaroli ha voluto confondersi nell’accezione di uno qualsiasi con una favola delirante, ma non troppo, scioccante ma coinvolgente, scarnificata e dolorosa, ridanciana e viva. L’uomo qualsiasi non ha scritto poesie, ma una prosa per certi versi molto lirica, musicale,sonora.

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“Jesi,scrittore per caso,si afferma a Francoforte e Torino”

di Alessandra Bruno

JESI – Da Francoforte a Torino, l’ascesa dello scrittore jesino: “Ho iniziato per gioco, era una scommessa tra amici e ho vinto io”. Così Paolo Sassaroli, 50enne “autore per caso” racconta come ha imparato a dipingere le emozioni in punta di penna. Paolo, per tutti Paoletto, è nato a Maiolati Spontini, ma vive a Civitanova per lavoro(in Autogrill e come educatore): “Nel 2011 ho pubblicato il mio primo libro- confida – “Delirio. Favola di uno qualsiasi”: qualcuno con simpatia dubitava del mio progetto, che invece è andato piuttosto bene. La passione per la scrittura l’ho ereditata da mia madre Maria, maestra di scuola elementare vecchio stampo”.

In pochi anni le opere sono volate a quattro e all’attivo Sassaroli può vantare una prestigiosa partecipazione al 66° Buchmesse di Francoforte e un’altra, il mese scorso, alla fiera del libro di Torino: “E’ stata la mia prima volta, ero emozionatissimo- prosegue l’autore- ho avuto la possibilità di presentare due dei miei racconti “Vibrazioni d’inchiostro” e “Nell’arcobaleno del bianco e nero”. Il primo è un esperimento originale che narra l’incontro a Rimini di due personaggi, Paolo e Tiziana, in cui sono sempre io ad analizzare entrambe le prospettive,quella maschile e quella femminile. Il secondo invece è ancora più autobiografico, ripercorro la mia infanzia e l’adolescenza trattando diversi temi sociali come l’alcolismo e la disabilità”.

Poi conclude: “Sono già a lavoro per il prossimo libro, la creatività arriva quando sono di buon umore e forse viceversa. Nel 2010 sono stato da una psicoterapeuta, tenevo un diario dei sogni. Ho imparato a sprigionare la mia fantasia e a lasciare che i pensieri prendessero forma su una pagina bianca”.Ultimo aggiornamento: 14:16

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I tableaux vivants di Paolo Sassaroli, i suoi modelli, volutamente naif, sono maschere dei pregi e dei difetti dell’uomo. I suoi racconti sono quadri crudi che ci propongono temi di attualità come immigrazione, povertà, sesso, ma anche intimistici: le debolezze, le crisi sentimentali, i valori. Tutto è descritto con un linguaggio diretto, senza fronzoli né giri di parole, senza ipocrisie. L’autore ci introduce in una dimensione favolistica e fantasiosa, che ha per protagonisti gnomi, folletti. Ce lo ripete forzatamente, quasi a convincerci che quelle sagome, buone o meschine che siano, non siamo noi. Ma, inevitabilmente, in esse ci si rivede, ci si riconosce. Tra tutte spicca la storia del Mancio, quello che a sei anni indossava già la maglia numero dieci e che non ha bisogno di presentazioni. Sassaroli percorre viaggi nella memoria e ci catapulta ai ricordi di infanzia, ai sogni realizzati, alle speranze alimentate, ai successi, alle disfatte. Nella brevità dei suoi testi riesce a sollecitare un mondo di immaginazione e di domande. E un avvertimento, un monito verso la presa di coscienza e la consapevolezza.

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BIOGRAFIA

Paolo Sassaroli e’ nato a Senigallia e attualmente vive tra una collinetta delle Marche.

Si nutre caratterialmente con il colore delle proprie emozioni. Il suo iniziare a scrivere e’ dovuto ad un gioco tra Amici ed e’ ora una delle sue gioie piu’ grandi.

Vulcanico mentalmente cerca di interagire con la propria Anima.

La sua weltanschauung trascende da qualsiasi stereotipo. Nella prima fase della vita Paoletto ha tentato di eludere i canoni del conformismo e del banale. E’ sempre stato pilotato da ciò in cui più credeva e crede, prerogativa subliminale ed istintiva, a volte non identificabile, ma luminoso faro negli inevitabili momenti di tenebre della vita.

Potrebbe sembrare un’entità aberrante, ma rivela soltanto un inusitato approccio con la vita, idiosincratico verso le convenzioni, eccezionale, che dischiude nuovi universi verso un’eminente evoluzione. Paolo raccoglierà le proprie energie con passione e sicurezza verso il successo, verso un’inusitata forma mentis, dando fondo alla propria ars inveniendi ed al proprio daimónion. Il Nostro sta terminando una fase esistenziale e ne sta iniziando una nuova. Si ritrova al cospetto di sé stesso. Il suo grande magistero introspettivo gli rivelerà il senso del passato e gli richiederà una disamina approfondita, onesta e sincera. Lontano da qualsiasi menzogna, Paolo metterà in discussione pensieri, emozioni, sentimenti. Cercherà la verità in sé stesso e la troverà. Sarà l’incipit di una vita nuova, ancor più incontaminata, cristallina e pregna di aspettative. Paolo riuscirà a creare un ponte tra il suo microcosmo ed il macrocosmo del tutto. Vale a dire che attingerà una grande omeostasi con il mondo esteriore, il che si tradurrà in incontrovertibile maturità personale. Paolo raggiungerà traguardi eccezionali, in virtù di una metafisica armonia con il creato
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Intervista di Alessia Mocci a Paolo Sassaroli, autore del libro “Nell’arcobaleno del bianco e nero”

Intervista di Alessia Mocci a Paoletto Sassaroli, autore del libro “Nell’arcobaleno del bianco e nero”

“Il nostro vivere era quasi provvisorio, osservavamo attenti la vita e quello che ci succedeva non faceva quasi parte di noi. Il ricordo che ho del nostro primo incontro è sensibilmente piacevole e in parte modificato dalla mia umana fantasia.”

Un incipit che mette in luce la mescolanza che si può avere quando ci si inoltra nei ricordi. Si guarda al passato cercando le spiegazioni di alcune decisioni in momenti di vita nei quali si ha il tempo per riflettere, il tempo per cercare verità.

Nell’arcobaleno del bianco e nero”, edito nel settembre 2014 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, è il nuovo romanzo di Paolo  Sassaroli. L’autore, nelle sue opere, porta avanti un percorso secondo il quale, ognuno di noi, può scoprire le proprie potenzialità ed esprimere, dunque, ogni attimo del presente. Questo modo di intraprendere la vita annulla i sensi di colpa verso se stessi quando si guarda al passato e dona la possibilità di nuove esperienze.

Paoletto Sassaroli è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune curiosità su “Nell’arcobaleno del bianco e nero”. Buona lettura!

A.M.: “Nell’arcobaleno del bianco e nero” è il titolo del tuo nuovo romanzo. Dipingi per noi un arcobaleno bianco e nero, ma in realtà che cosa vuoi comunicare ai tuoi lettori?

Paoletto Sassaroli: A chi legge vorrei trasmettere le mie sensazioni, i miei stati d’animo, le mie paure, le mie fantasie. A volte, in passato, ho pensato che quello che provavo fossero state delle mie sensazioni personali. Con lo scrivere ho capito che siamo in tanti a provare, a sentire… ad ascoltare… Sentiamo accomunandoci negli stessi stati d’animo. Con questo scritto voglio parlare e sentire me, voglio far sentire ai lettori me, uno qualsiasi che è parte di loro.

A.M.: La dedica del tuo libro è molto particolare, infatti, in genere un libro si dedica ad una persona cara. La tua dedica è: “Per me”. Qual è la motivazione di questa scelta? (domanda utile a far capire il tuo animo di letterato, è una forte dedica, non male saperne il motivo)

Paoletto Sassaroli: “Per me”. Per me è rivolto a chi legge. Come dicevo nella domanda precedente chiunque legga questo scritto potrebbe ritrovarsi, in una frase, in un messaggio da me elaborato sotto forma di scrittura. Nella testa di qualsiasi persona la parola inconscio evoca un insieme di stati mentali difficili da decifrare. Per me è anche inteso come uno studio di me  stesso che osserva gli altri.

A.M.: Il romanzo vede come protagonista, Paolo, che da anziano ricorda la sua giovinezza ed il procedere degli anni. Che cos’è per te il passato?

Paoletto Sassaroli: Il passato per me è stato spesso doloroso, il passato relativo all’attuale è stato costruttivo. In questo scritto si nota forse questo ed è uno dei messaggi che voglio trasmettere a chi legge.  Il racconto vuole essere artisticamente da urlo, narrativamente curioso e lucidamente divertente ma è parte del mio passato. Di un passato spesso trascorso con problematiche che potrebbero essere le problematiche di tanti miei simili. 

A.M.: Ogni libro custodisce un po’ la vita del suo narratore. In quale percentuale pensi che la tua vita personale abbia inciso sulla trama?

Paoletto Sassaroli: Quello che è nel racconto è quello che è stato nella mia vita. Come detto nel libro, alcune sostanze (alcool, cannabis, ansiolitici, altri…) possono portare alla dipendenza. La dipendenza  monopolizza il nostro tempo e obbliga a limitare le attività sociali, professionali e familiari, con conseguenze negative sulla salute fisica ed morale… Nel racconto poi vengono esternate e di conseguenza descritte altre tematiche importanti. Una tra tutte è quella dell’interazione con chi nasce in modo fortunato di noi… il rapporto con persone penalizzate dalla società, con bimbi portatori di handicap.

A.M.: Una novità importante è la partecipazione de “Nell’arcobaleno del bianco e nero” alla Fiera di Francoforte ad Ottobre. Riuscirai ad essere presente?

Paoletto Sassaroli: Sì, la signora Cristina Del Torchio è una persona squisita, amministratrice della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni e mi ha comunicato pochi giorni fa che sarò presente a questa splendida Fiera del Libro.

A.M.: Sei un lettore di letteratura contemporanea? Ci puoi far qualche nome di autori che ti hanno interessato nell’ultimo anno?

Paoletto Sassaroli: Mi piacciono diversi scrittori francesi come ad esempio: Echemoz, Mauvignier, Toussaint, Enard. Gli spagnoli Enrique Vila-Matas, Andres Neuman. Gli italiani Niccolò Ammaniti ed Antonio Pascale. Mi piace leggere in momenti della giornata non programmati da me per la lettura: voglio di considerare la scrittura qualche cosa di alternativo al tutto.

A.M.: Hai altre passioni oltre lo scrivere?

Paoletto Sassaroli: Dipingo e passeggio. Faccio lunghe passeggiate al mare per pensare e rigenerarmi.

A.M.: Letteratura e Web. Paoletto, sei molto attivo sui social network e soprattutto su Facebook. Quanto pensi sia utile il mondo del web per uno scrittore d’oggi?

Paoletto Sassaroli: Considero i social un piacevole gioco di società. Mi divertono. In certe sfumature sono molto superficiali. A me piace leggere tra le parole e soffermarmi mentalmente mentre leggo un periodo che mi interessa. Con la velocità dei social spesso non  ci riesco.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Paoletto Sassaroli: Mi trovo benissimo. Mi  ha dato la possibilità di esternare le mie sensazioni. Con la signora Cristina del Torchio ho un ottimo rapporto. L’ho ringraziata personalmente per la sua presenza nel campo dell’editoria.

A.M.: Salutaci con una citazione…

Paoletto Sassaroli: Vorrei salutare con una citazione alla Paoletto Sassaroli. Il Paoletto del social Facebook, nessuna citazione di autori… eccomi! “Per vivere ci vuole un pene grande!” Questa frase non vuole essere di offesa per nessuno, è solo una esclamazione ed un  sogno che faceva una mia cara amica, poi siamo andati a curiosare in una libreria delle regione Marche e abbiamo cominciato a leggere insieme Philp Milton Roth uno dei più bravi e scandalosi scrittori statunitensi Ora vi saluto, alla prossima!

Written by Alessia Mocci

 

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